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EMBOLIZZAZIONE: intervista al Dott. Tommaso Lupattelli

Dopo alcuni anni dall'apertura di questo blog ci sembrava doveroso intervistare nuovamente il Dott. Lupattelli, in uno spazio che e' stato pensato non solo per lui e le testimonianze delle tante pazienti che negli anni gli si sono affidate, ma anche per poter diffondere una tecnica, l'embolizzazione del fibroma uterino, sulla quale il Dottor Lupattelli ha per primo lavorato in maniera sistemica, favorendone la continua e piu' ampia diffusione.

- Dott. Lupattelli l'embolizzazione dell'utero si sta ormai finalmente  diffondendo e sempre più ospedali e cliniche si stanno avvicinando a questa tecnica. Lei ha fatto molto perche' ciò avvenisse e credo che per Lei stesso tutto ciò rappresenti una grande soddisfazione.

- Si devo dire che mi fa molto piacere che questa tecnica cominci finalmente ad avere il credito che merita. Ricordo all'inizio degli anni 2000 la fatica che dovevamo fare per illustrare questa procedura a medici e pazienti. Il grande scetticismo da parte della comunità' e le paure infondate che dovevamo fronteggiare quotidianamente. Avevamo però dalla nostra parte qualche ginecologo che ci supportava. Non dimendichiamo che la procedura e' stata inventata proprio da un ginecologo.

- Un ginecologo? Può' raccontarci qualcosa in piu' a riguardo?

- Si chiamava Jacques Merland ed era un ginecologo di Parigi che nel 1990 ebbe l'idea di andare ad occludere le arterie uterine con delle particelle utilizzando un catetere diagnostico. La procedura pero' fu eseguita dal Jacques Clerissi, un radiologo interventista. Conobbi Jacques Clerissi nel 2004 a Milano. Io avevo gia' una certa esperienza di embolizzazione del fibroma uterino e del varicocele pelvico avendola gia' eseguita in Inghilterra con la Dottoressa Maria Belli, attualmente il Presidente della Società Europea di Radiologia Interventistica. Quando il Dott. Clerissi seppe che mi occupavo anche di embolizzazione ne rimase così colpito che volle portarmi a lavorare con se. Abbiamo poi lavorato insieme assiduamente  per 4 anni circa ed effettivamente lavorare con chi aveva praticamente inventato la procedura e' stata una grande scuola.

- Una grande scuola che a sua volta a fatto si che a Lei ora possa insegnare la tecnica nell' ottica di una sua definitiva consacrazione e diffusione.  

- Devo dire mi fa molto piacere avere l'onore di tenere dei corsi dove chi vuole imparare ad eseguire l'embolizzazione viene e passa un intera giornata nel nostro centro. Abbiamo infatti creato un vero e proprio centro per l'embolizzazione dove abbiamo una intera equipe che si occupa di questa tecnica, e non solo per il trattamento del fibroma. Io ho sempre cercato di passare agli altri quello che nel tempo ho avuto la possibilita' di apprendere dai miei maestri, ed il fatto che ho abbia avuto la fortuna di aver potuto apprendere da grandi maestri lo vedo come un'eredita' da dover passare ai colleghi piu' giovani o meno esperti in questo campo.

- Pero si dice che Lei abbia ormai sviluppato un esperienza ed una casistica tale da aver ampiamente superato anche loro, i suoi maestri. Quanti casi ha eseguito in questo campo e quanti casi dovrebbe aver eseguito un medico prima di poter essere considerato idoneo?

- Sicuramente aver lavorato con Jacques Clerissi ha fatto in modo che potessi avere da subito una grande casistica. Poi Jacques si e' ritirato ed io ho continuato a pieno regime. Negli ultimi due o tre anni poi siamo arrivati anche a 200-220 embolizzazioni di fibroma all' anno e credo che complessivamente in circa 18 anni di attività la nostra casistica arrivi a contare circa 2200 interventi sul fibroma. Senza poi contare le embolizzazione del varicocele femminile. Sicuramente, questo grande numero di casi eseguiti ha contribuito enormemente a darmi la consapevolezza di quanto sia importante in questo campo l'esperienza e la casistica. Abbiamo capito che un medico per avere veramente la capacita' di trattare un fibroma uterino in sicurezza e con buoni risultati dovrebbe aver eseguito almeno 500 casi. Sembra un numero molto alto in effetti, ma sinceramente devo aggiungere che solo dopo aver trattato i primi 1000 pazienti ho trovato quella confidenza per eseguire l'intervento in tempi rapidi (20 minuti circa) e in assenza di qualsiasi tipo di complicanze maggiori.

- 2200 casi. Un numero impressionante se consideriamo che, nella migliore delle ipotesi, i centri con maggiore esperienza in Italia non superano i 200-250 casi. Quindi l'embolizzazione del fibroma e' particolarmente difficile?

- A me piace dire agli studenti che l'embolizzazione e' un po' come parlare l'inglese. Ad esprimersi imparano tutti, con un po' di impegno ed un minimo di abnegazione, in poco tempo. Ma per parlarlo veramente bene devi studiare, studiare tanto ed avere anche un buon insegnante. Purtroppo c'è molta gente che afferma di parlare fluentemente e correttamente l'inglese. Poi quando pero' li sentì parlare, a volte,  beh non e' proprio come dicono. Ecco questo purtroppo accade anche in chirurgia. Solo una grande casistica ed una buona scuola mettono al riparo da spiacevoli sorprese.

- Ora una nuova sfida. L'embolizzazione sia dell'adenoma della prostata che delle emorroidi. 

- Si ma possiamo tranquillamente affermare che con la grande casistica che abbiamo nelle embolizzazioni uterine non abbiamo trovato queste due  nuove procedure così proibitive. Anzi, stiamo registrando degli ottimi risultati e crediamo che nel futuro questi approcci così mininvasivi a queste due patologie si diffonderanno moltissimo. Abbiamo gia una buona casistica ma crediamo che a breve assisteremo ad un incremento notevole della richiesta, visti anche i risultati veramente buoni oltre che la totale assenza di dolore e, cosa fondamentale, il brevissimo tempo di convalescenza.

- Molti pazienti non vengono ancora adeguatamente informati riguardo l'embolizzazione sia dal loro curante che dal ginecologo/urologo. Quanto importante e' stata l'utilizzo della rete in questo senso?

- La diffusione della tecnica e' avvenuta, soprattutto inizialmente, attraverso e per merito principalmente di internet. Ma a  parlare di embolizzazione eravamo solamente noi medici e le informazioni su internet viaggiavano chiare e comprensibili. Oggi internet e' in primis una grande opportunità di lavoro e di business e anche nel nostro campo ci sono persone che si occupano di medicina senza alcuna vera competenza. Regna una grande confusione. Ci sono addirittura blog tenuti da pubblicitari, piuttosto che assicuratori o web designer, che magari sono bravissimi nel loro lavoro ma che, non avendo una laurea in medicina, non hanno veramente idea spesso di cosa scrivono. A volte rabbrividisco quando i miei pazienti mi riportano di aver letto considerazioni mediche del tutto astruse in questi spazi "pubblicitari". Perché purtroppo spesso sono le aziende farmaceutiche che li sovvenzionano anche se, possono tranquillamente sembrare  spazi del tutto innocui. Il mio consiglio e' di ascoltare e consultare i medici diffidando da indicazioni su professionisti e centri derivanti da questi blog. Ci sono molti interessi dietro, purtroppo. E poi trovo assurdo che un "non medico" arrivi a consigliare professionisti e opzioni terapeutiche.  Speriamo in una seria regolarizzazione dell'informazione in futuro. 

-  Lei Dr. Lupattelli ha intrapreso una vera e propria battaglia contro questo nuovo "male" dell'informazione organizzando anche seminari a riguardo. Queste figure affermano di non volersi sostituire ai medici ma spesso indirizzano verso percorsi dove sovente ricevono "contributi" in diverse forme, a volte poco chiare.

- Purtroppo il blogger rispecchia semplicemente  i nostri tempi dove il populismo impera e dare una certa impostazione fa presa sulle persone meno informate e non completamente consapevoli dei pericoli presenti in rete. Ovviamente non tutti gli opinionisti o blogger sono cosi', ma in medicina ci sono purtroppo troppi interessi.  Alcuni sono stati smascherati grazie ad un autorevole giornalista. Ma poi ricominciano in sordina arrivando ad inventare ogni tipo di vessazione per delegittimare l'autorevolezza dei medici che non si piegano alle loro richieste ( economiche - ndr). Se gli paventi una querela ti rispondono che li stai minacciando. Ogni pretesto e' buono per avere visibilita'. Soprattutto le polemiche e le accuse. Per loro e' tutto odiens. Criticare e attaccare porta molte piu' visualizzazioni che fare un informazione seria ed asettica. Per cui una certa classe medica credo stia imparando a stargli veramente molto lontano.

- Ma il paziente come può difendersi? Una nota trasmissione televisiva mostro' i forti interessi  dietro a questi siti e blog e come alcuni pazienti ebbero seri problemi per seguire i loro consigli. Molte notizie sono false come falsi sono molti profili che pubblicano esperienze nei loro spazi.

- Questione sicuramente spinosa. Ho avuto recentemente una paziente che era entrata in contatto con un blog di una Signora di Torino che aveva fatto di tutto per distoglierla dal nostro Team convincendola a farsi operare da un altro collega. Purtroppo questo collega aveva eseguito nemmeno 200 casi ed il caso era effettivamente complesso. Purtroppo la paziente ha avuto serissimi problemi durante l'intervento.  Il collega era stato molto onesto e aveva consigliato alla paziente  di rivolgersi a noi per un caso simile ma la paziente era in totale balia di questa sedicente blogger ed aveva insistito per farsi operare da lui. Fortunatamente quando si è decisa ad arrivare da noi le abbiamo risolto le complicanze del primo intervento e ora sta molto bene. Ma è stato molto difficile recuperare la situazione. Anche dal punto di vista psicologico, perché la signora ha sofferto molto durante un percorso che poteva essere molto più semplice.

- Altro caso quello del farmaco per via orale. Blog che ne pubblicizzano l'utilizzo con tanto di foto copertina e Lei che invece richiama alla cautela. 

Sono sempre stato sfavorevole al suo utilizzo nella stragrande maggioranza dei pazienti e convinto che poi i fatti dimostreranno  che molto probabilmente abbiamo ragione.(*) Se tuttavia ti opponi a dererminate logiche devi inevitabilmente aspettarti ogni tipo di attacco. 

- Attaccarla sul piano professionale non è semplice. Il suo curriculum parla chiaro.

- Gli attacchi non mi preoccupano anche se si rivolgono al piano personale. Mi fa solo sorridere quanto a volte si riesca a mistificare la realtà nell' ottica dell'interesse privato e del profitto. Ne ho subiti diversi fin da quando ero giovane  perché ogni tecnica nuova e futuristica comporta una reazione di chi cerca di mantenere a tutti i costi lo status quo e ha interesse che nulla cambi. A volte probabilmente si sono serviti di espedienti, o di terze persone senza ne' arte e ne' parte come appunto qualche blogger , ma tutto rientra perfettamente nella logica delle cose. Ogni giorno vediamo sempre di più la bontà dei risultati di quello che stiamo facendo pertanto lasciamo le parole a chi ha solo quelle e se poi le usa per interessi personali probabilmente prima o poi finira' per avere problemi anche di natura legale. Ma tutto ciò non ci deve interessare. Il nostro obiettivo e' lavorare sempre con la massima abnegazione e umiltà.

 - la giurisprudenza allo stato attuale non riesce a difendere e garantire pienamente una corretta informazione medica , non e' vero?

- Purtroppo l'informazione in generale, soprattutto su internet e' un “far west”. Chiunque può scrivere ciò che vuole e a quel punto devi andare in causa, che puoi anche perdere perché in definitiva i giudici hanno cose molto piu importanti da fare e spesso, mi sono convinto, sottovalutano forse ancora troppo la portata di questo fenomeno. Che e quello che poi e' successo a noi. Ma non demordiamo. Siamo fiduciosi e sappiamo bene che piano piano riusciremo a limitare fake news ed interessi privati di chi usa la medicina esclusivamente per interessi personali e con la medicina non ha nulla a che vedere.

- Dr.  Lupattelli le pazienti riportano un altissima soddisfazione dopo l'embolizzazione e le richieste sono in costante aumento. Una grande soddisfazione per Lei che ci ha creduto veramente per primo in Italia. Dove riuscirete a portarla? 

- E' un fiume in piena, che non accenna a calmarsi. Qualcuno la definisce già una delle migliori terapie del nuovo secolo. Quindi, avanti così. 

 

 

(*) nel febbraio del 2020 il farmaco e' stato sospeso e tolto dal commercio dall'agenzia del farmaco  perché tossico (aggiornamento della redazione).